Ai nostri figli abbiamo regalato tutto quanto possa servire per un presente consumistico, preoccupati del tutto e subito e dell'attimo fuggente, togliendo loro le prospettive sul futuro e la speranza. Mai generazione si è consumata tanto per rendere comodo l'oggi tralasciando insensatamente di curare gli incerti orizzonti sul domani. Stiamo dimenticando che l'anima ha fame di infiniti, e i giovani, anche i più problematici, hanno una grande anima. Un piccolo Ulisse, un secondo Icaro fremono dentro i neuroni dei ragazzi.

Casa Cristiano - Jesi(AN)Casa Cristiano - Jesi(AN)

"Vorrei tanto vestirmi di libertà, rovesciare il mondo
fare giustizia…amare instancabilmente…Vorrei!".
Se uccidiamo i "vorrei" o se ci spaventiamo dell'enormità dei desideri, uccidiamo il meglio dei nostri figli.
Possiamo solo aiutarli a trasformare il condizionale in futuro, e il futuro in un presente possibile anche se difficile, strano, trasgressivo, rischioso, almeno secondo i nostri schemi.
Le nostre paure hanno tarpato loro le ali e potato i loro desideri. (…)

don Antonio Mazzi